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Mari

Cervello:" _____________________________________________________________"

Ieri il mio cervello ha avuto il primo esaurimento nervoso dell'anno.

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permalink | inviato da Mari il 27/7/2009 alle 9:39 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (13) | Versione per la stampa

Paradigmi...

Diario 22/7/2009

 
Il Paradigma della volpe parassita viaggiatrice, detto anche della gatta morta o della gran puttana è stato studiato per la prima volta nel 1830 da un anonimo universitario di Bologna nella sua opera Teorema della zecca infame, stilato nell'arco di 5 minuti in seguito ad una grave forma di tendinite che gli impedì qualsiasi movimento del braccio destro e della mano.


Un parassita dalle sembianze umane
Di natura empirica, il P. analizza il comportamento di una particolare specie di parassita di origine sconosciuta in corrispondenza di particolari rituali o adottato come stile di vita, basato sullo sfruttamento delle risorse altrui, con una particolare predilezione per il maschio single. Quest'ultimo, non cosciente del pericolo, scambia la gatta morta per un essere umano, essendo la sua forma esteriore simile a quella di una donna. Nell'ultimo decennio è apparsa una nuova specie di questo parassita, denominata dagli esperti volpe parassita locale, probabilmente a causa dell'habitat favorevole che la volpona ha trovato sulla terra nei vari reality show . Questa nuova forma si trova a suo agio in qualsiasi ambiente terrestre, come d'altronde ogni altro genere di insetto, dall'ufficio alla scuola al blog in internet. Poiché specie autoctona, questa derivazione del parassita è molto più pericolosa e invasiva della precedente. Caratterizzata dalla capacità di attrarre indistintamente la simpatia maschile e femminile, non ha più bisogno di intrufolarsi in un gruppo, ma può calamitare a sè esseri umani per perpetrare lo sfruttamento.


Esempi storici
Sin dai tempi più remoti l'uomo ha sempre cercato di evitare questo strano essere, considerato alla stregua di un verme o di una mosca fastidiosa ma capace di turbarlo profondamente. Le civiltà del passato narrano di uno strano essere dalle sembianze femminili, che a bordo di un carro guidato da uno schiavo viaggia da una città all'altra alla ricerca di esseri umani da ingannare e sfruttare. La leggenda vuole che nel medioevo i nobili, sessualmente attratti da questo parassita erano soliti organizzare la famosa caccia alla volpe, così denominata per confondere le acque specialmente con le mogli. Il parassita si è evoluto assieme all'uomo e negli ultimi secoli si è perfezionato aggrappandosi alle nuove istituzioni moderne o agli assurdi movimenti nati negli ultimi anni come il femminismo, l'emancipazione femminile, il suffragio esteso alle donne, carriera femminile ecc. rendendo complicati gli interventi soppressivi di massa.

Tecniche volpiniane
Questo parassita è sopravvissuto nei secoli attraverso l'ingenuità o la pietà delle sue vittime, che una volta accalappiate vengono circuite e beffate sino all'inverosimile tramite miserabili stratagemmi atti a raggiungere un preciso obbiettivo. Per poter utilizzare appieno le sue possibilità, il parassita si inserisce tra piccoli gruppi umani di sesso maschile ed attua nella maggioranza dei casi due tecniche fondamentali:

sfruttamento continuo di tutte le risorse disponibili della vittima, violando il principio di reciprocità utilizzato dagli esseri umani. Esempi classici sono lo sfruttamento continuo del mezzo di trasporto della vittima o della sua abilitazione alla guida; fruizione esasperata della sua presenza in momenti in cui il parassita è più vulnerabile come le ore notturne, durante il rituale dello shopping o della spesa al supermarket.
rapporti sessuali non finalizzati alla riproduzione con uno o più membri dello stesso gruppo, facendo in modo che ognuno non sappia dell'altro, in special modo i non coinvolti nel rapporto che verranno utilizzati per altri fini.
In entrambi i casi la v.p.v. per evitare di essere smascherata giustifica la sua presenza simulando con le vittime un profondo rapporto d'amicizia che non verrà quasi mai confermato con un'indispensabile esclusività o genuinità del rapporto.

La v.p.l ha raffinato le tecniche della v.p.v. diventando una predatrice ancora più temibile, infatti utilizza trucchi ancora più scorretti:

la sua regola aurea è: falla annusare ma non la dare o raramente, infatti riesce a ottenere tutto ciò che otteneva la v.p.v. senza concedere alcun favore sessuale o pochi, ma solamente facendo odorare la sua passerina. Molti esperti pensano che questo sia dovuto ad una reale assenza dell'apparato riproduttivo causato da una notte infuocata tra una v.p.v. e Chuck Norris, poi diventata la prima v.p.l. Altri pensano che questo sia in realtà dovuto ad un'affiliazione della v.p.l. alla C.H.I.E.S.A.; quindi questo strano essere non sarebbe altro che un abominevole prodotto dei segretissimi Laboratori Vaticani. Creata con tecniche genetiche pseudoscientifiche, la v.p.l avrebbe lo scopo di far perdere la testa ad ogni eterosessuale maschio per la mancanza di sesso trasformandolo in un papaboy. I sostenitori di questa tesi chiamano la v.p.l. anche Puritana o Madonnina Infilzata poiché ibrido tra una puttana e una puritana.
fa gli occhi dolci a chiunque sia di sesso maschile, del tutto acriticamente e costantemente. Sono esclusi gli uomini: decisamente disgustosi e repellenti, con cui è stata fidanzata in passato e che l’hanno lasciata, eventuali fidanzati ufficialissimi delle amiche in presenza delle stesse.
riesce sempre, non si sa come, a convincere chiunque sia di sesso maschile a portarle eventuali pesi e, in generale, a svolgere per suo conto compiti noiosi/improbi/faticosi tipo: piantare chiodi nel muro, svitare lampadine particolarmente attaccate alla loro lampada preferita, andare in posta a pagare le bollette, usare l’auto nei giorni di pioggia e/o nebbia se si abita nella pianura padana, telefonare all’amministratore/avvocato/idraulico - o, sovente, sostituirsi all’amministratore/avvocato/idraulico se le competenze professionali lo consentono…
è universalmente considerata da “carina” a “molto carina” a “un gran pezzo di x*#@”. Una gatta morta che si rispetti si fa notare da tutti gli eterosessuali maschi, nonché dagli omosessuali di ambo i sessi, ma non è necessario sia oggettivamente molto avvenente.
cerca di suscitare, nelle donne, un senso di simpatia e familiarità con l’intento di schiacciarle in ogni forma di competizione con un essere di sesso maschile - non necessariamente di natura sessuale: può trattarsi di una “gara” per chi ha il posto considerato migliore al tavolo della pizzeria.
ha un gruppo di amiche piuttosto ristretto; tali amiche sono generalmente più brutte di lei, a lei sottomesse e del tutto dipendenti dalla sua capacità di calamitare le attenzioni maschili - a parte rare eccezioni scarsamente documentate.

Rapporti sociali

Le gatte morte hanno un desiderio irrefrenabile di farsi un bidet
Il parassita arriva sulla terra già documentato sugli usi e costumi degli umani grazie ad un particolare apparecchio denominato radar cerca sfere, Per agire indisturbato assume quindi le sembianze della prima donna che incontra. Di norma, il soggetto copiato viene terminato.

Non è particolarmente socievole, una sana e spensierata amicizia non rientra nei suoi interessi. Inoltre, quando gli umani sentono puzza di carogna morta tendono inevitabilmente ad allontanarsi. Per attirare le sue prede è solito racimolare nella sua nuova casa diversi oggetti utili divisi per categorie in modo da far fronte a qualsiasi interesse che un umano può avere. Uno strumento musicale di cui ignora l'utilizzo, un computer che non sa usare e quasi sempre da riconfigurare, un libro di antropologia o psicologia mai aperti, da cui estrarre qualche frase a caso in presenza di un intellettuale con uno stipendio sopra la media.

La totale assenza di rapporti sessuali per la v.p.l farebbe pensare ad una sua prossima estinzione. Al contrario la popolazione è in crescita continua, quindi si suppone che questa specie si riproduca per gemmazione.

Difesa e prevenzione
L'uomo, dal canto suo, non è così stupido come pensa la volpona. In alcuni casi, dopo aver scoperto la natura del parassita esso riesce a debellarlo facilmente in svariati modi, alcuni dei quali piuttosto fantasiosi ma sempre efficaci. Il maschio più astuto si rende conto dell'inganno celato da una timidezza esagerata e ingenuità paradossale, e risponde preventivamente con un attacco denominato missile centrale retroinserente usato con buoni risultati nel 1979, durante la guerra condotta da Aran Banjo contro i meganoidi. Altri esemplari si sbizzarriscono ideando tranelli vendicativi più complessi come l'utilizzo di immagini rubate che hanno come referente il parassita ritratto nei momenti più intimi; l'inserimento forzato attraverso il suo retto di una particolare sostanza secreta dall'uomo denominata dai medici acido ingravidante; o ancora con prolungati rapporti sessuali forzati a ripetizione ripresi direttamente dal kamasutra dell'okuto shinken andando a ritmo con il main theme de l'ultimo dei moicani. Un altro metodo sperimentato di recente consisterebbe nell'ignorarle e rivolgere invece sguardi da maniaco alle sue amiche bruttine , questo è destabilizzante per la gatta morta e la costringe a cambiare freneticamente forma nel tentativo di riacquistare le attenzioni perdute fino ad esplodere. Oppure farsi dare le sue bollette da pagare in posta e poi dimenticarsele finché scadono…

Reazioni
La gatta morta una volta smascherata cercherà di rigirare la frittata come può, ad esempio simulando una secrezione oculare unitamente ad un doppio schiaffo rotante diretto verso il suo inquisitore. A questo punto può fare ben poco, per evitare di essere sputtanata alla grande è costretta a cercare un altro gruppo in cui stabilirsi o addirittura a cambiare città.

Cazzo, scappate cristo dalle cretine

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permalink | inviato da Mari il 22/7/2009 alle 16:4 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (7) | Versione per la stampa

With or without?

Diario 21/7/2009

Non so più se mi piace di più unirmi ad un altro corpo o scindermi dal mio.

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Woman in the mirror

Diario 16/7/2009

Un nuovo tatuaggio e un taglio radicale.

Odio essere statica. Devo ruotare in continuazione e non fermarmi mai.

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U 2? Me too!

Rolling Mari 9/7/2009

Uscita da lavoro, ieri, me la sono presa con mooolta calma. Sono passata in farmacia, in posta, e sono tornata a casa, stanchissima, pronta per pulire il bagno e fare una bella ceretta.
Il tempo di entrare in casa, mettere il telefono a caricare e fare la pipì che lui squilla! Rispondo ed era una certa coinquilina di una certa ragazza che conosco e che mi fa: "Ciao! Io sono appena tornata da lavoro, non ti è arrivato il mio sms?" ed io: "No! Mi dispiace...perchè?" lei:"Beh, vuoi venire al concerto degli U2? Io prendo il motorino, in 15 min sono li e cerco qualche biglietto..." Alle 20 e 55 sono entrata, dopo 17 anni, di nuovo a San Siro. Uno sputo di stadio, praticamente vedevo in faccia quelli della curva opposta! (Abituata all'olimpico...)
Alle 21 loro entrano...un concerto bellissimo, favoloso, coinvolgente e trascinante! Ascoltare "Where the streets have no name", "One" e "Electrical Storm" dal vivo è stata un'esperienza bellissima, che sono contenta di non aver perso e che si aggiunge alle tante altre stupende sensazioni che ogni concerto che ho visto mi ha dato.
Ho fatto proprio bene ad andare...

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permalink | inviato da Mari il 9/7/2009 alle 16:50 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
...c'ho i coglioni girati.

Si, ok, ho fatto male a dirgli d'essermi innamorata dell'idea di lui.
Si, sono una cazzona.
Si, si, si, si, si...si all'infinito. Pe' sempre.

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Il bello...

Diario 2/7/2009

...della vita è che ogni giorno ho una consapevolezza in più. Bella o brutta che sia, ogni giorno scopro una nuova cosa, e questo mi fa sentire la sostanza del vivere.

Oggi, ad esempio, ho scoperto di come possa essere facile che piccole cose, quasi insulse, vissute poche volte (pochissime in rapporto a quanto tempo si sta sulla terra), diventino quasi indispensabili.

Rileggendo il mio blog ho riportato alla memoria tante situazioni del genere già vissute. Ma solo oggi le ho analizzate col sorriso sulle labbra.

Forse dopo tante batoste, sono pronta a sorridere delle sofferenze del cuore.

Lui è solo uno venuto dopo molti, e prima di tanti. Ma come ognuno avrà il suo posto, per quando mi verrà in mente di ricordarlo.

(meno male che non dimentico mai che sono sola...)

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Il 12% (è quello di cui si parla in ufficio..)

Diario 1/7/2009

Dovrei lavorare. Dovrei, ma non ne ho assolutamente voglia.
Ogni tanto penso che vorrei prendere quel cazzo di telefonino e mandare un sms, ma poi mi ripeto che "anche no"! Odio i telefonini, perchè ne sono diventata succube, schiava. Perchè ho rovinato un sacco di rapporti e perchè ho affrettato troppi tempi con la sua complicità. Vorrei tanto prenderlo, chiuderlo nel cassetto e dimenticarne d'averne uno. Perchè stavo meglio quando non l'avevo, quando non esisteva, quando non c'era un filo diretto e continuo con il mondo esterno. E sono arrivata a pensare che se il mio fottutissimo telefonino non suona, io sono fuori dal giro, sono a-socializzata, sono un'eremita posizionata sulla cima della montagna più alta e più sperduta del mondo. Che tristezza. Ed io odio farmi tristezza da sola.
Vabbè, dopo la divagazione sociale sulla presa del mondo da parte dei telefoni, si evince che la Mari ha, come al solito, problemi mentali. Ci credo, dall'ultimo post scritto (milioni di anni fa) è cambiato praticamente tutto!
Città, casa, coinquiline, amici, fidanzati, impegni: VITA! Ho cambiato tutto. E ora sto bene, o meglio, meglio.
Però adesso che sono più lontana casa mi manca, quando mi manca, di più. Mamma, papà e Marta sono diventati un miraggio, da vedere pochi giorni ogni 2/3 mesi, e la cosa a volte mi fa soffrire tantissimo. Ma poi mi ricordo che questa è la strada che mi sono scelta, e per cui anche loro hanno sudato e sacrificato. Se sono dove sono è grazie a tutta la nostra famiglia. Ci sono voluti tutti questi anni, e tutti questi km, per capire che posso contare su di loro. Anche se le cose brutte purtroppo non le dimentico, le cicatrici sono brava a non farle rimanere, ma il ricordo del dolore e della botta che me le ha provocate non scompare mai dalla mente. Uff, ma un post più triste non poteva riuscirmi? Voglio andare al mare...e voglio innamorarmi.

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permalink | inviato da Mari il 1/7/2009 alle 15:44 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa